Con l’inizio del processo contro i 5 attivisti e attiviste che hanno praticato disobbedienza civile contro i beni materiali di una delle più grandi aziende di armamenti israeliane, Elbit Systems, con l’obiettivo di salvare vite umane, riaffermiamo di stare al loro fianco: senza se e senza ma dalla parte di chi si oppone al genocidio. Criminale è uno Stato che difende uno Stato di apartheid genocida.
Con Benjamin Düsberg, avvocato del team legale di Daniel, Leandra, Vi, Crow e Zo (gli Ulm 5), abbiamo parlato dell’azione a Ulm contro il gruppo israeliano di armamenti Elbit, delle condizioni di detenzione e dello stato del procedimento:
Il processo contro gli Ulm 5 è un processo politico. Cinque attivisti e attiviste per i diritti umani, che con un’azione concreta hanno cercato di rallentare la macchina da guerra israeliana, vengono trattati come terroristi e terroriste e processati nel complesso del carcere di Stuttgart-Stammheim, una struttura di massima sicurezza con un legame storico con i processi per terrorismo degli anni Settanta. Il primo giorno del processo, le attiviste e gli attivisti sono stati condotti in aula ammanettati e separati dalle loro avvocate e dai loro avvocati da un vetro: una chiara violazione dei diritti umani che fin dall’inizio indica una conduzione del processo parziale e un massiccio squilibrio di potere.
Questo atteggiamento estremamente duro ha inoltre il chiaro scopo di servire da deterrente per tutte le altre attiviste e attivisti che hanno pensato di seguire l’esempio degli Ulm 5 per fare qualcosa di concreto contro la distruzione di massa portata avanti da Israele, poiché il nostro Stato continua a sostenere il diritto all’occupazione lasciando inascoltati anni di protesta di strada.
Condanniamo nel modo più netto l’accusa di appartenenza a un’associazione a delinquere rivolta a cinque coraggiose/i giovani. Con i mezzi modesti a loro disposizione e senza violenza contro le persone, si sono opposte e opposti alla vera associazione a delinquere: l’occupazione coloniale israeliana, che da quasi ottant’anni massacra palestinesi.
Sul banco degli imputati dovrebbe sedere il vertice di Elbit Systems, non chi lotta contro il genocidio.
Chiudete Elbit! Libertà per Crow, Daniel, Leandra, Vi e Zo! Libertà per tutti i prigionieri e le prigioniere politiche, Palestina libera!
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