Comunicato stampa congiunto
23/01/2026
Le organizzazioni firmatarie esprimono profonda preoccupazione per la continua persecuzione nei confronti dell’attivista per i diritti umani ucraino Yurii Sheliazhenko, obiettore di coscienza al servizio militare, esposto al grave rischio di essere arrestato e arruolato forzatamente nell’ambito del sistema ucraino di registrazione militare universale, che viene applicato attraverso misure coercitive quali detenzioni arbitrarie e trasferimenti forzati agli uffici di leva. Tali pratiche costringono di fatto gli obiettori di coscienza ad agire contro le loro convinzioni e violano direttamente l’articolo 18 della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR), che proibisce atti coercitivi che compromettono la libertà di pensiero, coscienza e religione.
In risposta ai suoi ricorsi contro la convocazione ricevuta recentemente nel periodo natalizio, Yurii Sheliazhenko ha ricevuto comunicazione scritta da diverse autorità, che affermano che in Ucraina non è riconosciuta l’obiezione di coscienza al servizio militare in tempo di guerra. Il Segretariato del Commissario parlamentare per i diritti umani Dmytro Lubinets ha risposto a una denuncia in merito affermando che «la mobilitazione da parte dello Stato ucraino è l’unica misura necessaria e urgente per prevenire l’aggressione da parte di un altro Stato, durante la quale è esclusa la possibilità di un servizio alternativo (poiché la mobilitazione stessa non ha semplicemente lo scopo di svolgere il servizio militare, ma di proteggere la Patria dall’invasione militare da parte di un altro Stato). Allo stesso tempo, la legislazione vigente stabilisce la responsabilità per i soggetti colpevoli di violazione della normativa in materia di leva militare e servizio militare».
Questo viola gli standard internazionali e costituisce una grave violazione del diritto di coloro che rifiutano di prestare servizio militare per motivi di coscienza. Nella storia di altri paesi si possono rintracciare pratiche virtuose relative alle disposizioni sul servizio alternativo durante i conflitti armati.
L’obiezione di coscienza al servizio militare è un diritto umano sancito dall’articolo 18 dell’ICCPR sulla libertà di pensiero, coscienza e religione e dall’articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti umani.
Secondo il diritto e gli standard internazionali in materia di diritti umani, il diritto all’obiezione di coscienza si applica sia in tempo di guerra che in tempo di pace, come riconosciuto dal Comitato per i diritti umani. L’articolo 4, paragrafo 2, dell’ICCPR non consente alcuna deroga agli obblighi di uno Stato parte in relazione all’articolo 18 sulla libertà di pensiero, coscienza e religione, anche in caso di emergenza pubblica che minacci la vita della nazione.
Secondo quanto riportato dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani e dal Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, diversi obiettori di coscienza in Ucraina sono già stati torturati e incarcerati.
La violazione del diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare può anche minare i principi democratici che garantiscono la sopravvivenza di una società inclusiva, oltre a colpire coloro che cercano e sostengono alternative alla guerra per stabilire la pace e garantire il benessere della loro comunità. Per questi motivi, esortiamo le autorità ucraine:
- A cessare la persecuzione degli obiettori di coscienza nel paese e in particolare nei confronti del sig. Sheliazhenko, che dal 1998 ha dichiarato pubblicamente la propria obiezione di coscienza, e invitiamo il governo a smettere di criminalizzare coloro che esercitano il diritto umano all’obiezione di coscienza al servizio militare.
- A ritirare l’accusa di presunta “giustificazione dell’aggressione russa” contro il sig. Sheliazhenko a causa delle sue posizioni pacifiste, in cui ha invocato la resistenza non violenta all’aggressione russa e l’ha condannata insieme a tutte le altre guerre; e a garantire che la sua libertà di espressione e i suoi diritti siano protetti dalle leggi ucraine, in linea con gli standard internazionali.
Il caso del Signor Sheliazhenko è stato in precedenza incluso in una Comunicazione dei Mandati del Relatore Speciale sui diritti alla libertà di riunione pacifica e di associazione, del Relatore speciale sulle questioni relative alle minoranze e del Relatore speciale sulla libertà di religione o di credo. Il caso del sig. Sheliazhenko, la comunicazione dei relatori speciali e la risposta delle autorità ucraine sono stati evidenziati anche dall’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani nella sua relazione sull’obiezione di coscienza al servizio militare, in particolare nel capitolo intitolato “Astenersi dal limitare indebitamente i diritti umani di coloro che rappresentano o difendono i diritti degli obiettori di coscienza”. Il suo caso è stato evidenziato anche nel rapporto annuale 2023/2024 di Amnesty International.
Chiediamo alla comunità internazionale di intraprendere tutte le azioni necessarie per garantire che i difensori dei diritti umani e gli attivisti per la pace non siano criminalizzati per le loro azioni a favore della pace e della non violenza; chiediamo inoltre che il diritto all’obiezione di coscienza sia pienamente applicato in linea con gli standard internazionali e che agli obiettori di coscienza sia fornita la necessaria protezione contro la persecuzione nel loro paese d’origine, anche con l’asilo.
* Il sig. Sheliazhenko è un accademico, segretario esecutivo del Movimento pacifista ucraino (organizzazione membro della War Resisters International fondata nel 1921) e membro del consiglio direttivo dell’Ufficio europeo per l’obiezione di coscienza e di World Beyond War.
Organizzazioni firmatarie (in ordine alfabetico)
Agir pour la Paix – Belgium
Aktive Arbeitslose Österreich – Austria
Anglican Pacifist Fellowship
Another Development Foundation
Artist for Peace – Sweden
Aseistakieltäytyjäliitto – Finland
Association of Conscientious Objectors – GreeceAssociazione Nazionale Giuristi Democratici – Italy
Board of Green Alternative e.V.
BOCS Civilization Planning Foundation – Hungary
Bottna för Fred ( Bottna for Peace) – Sweden
Bund für Soziale Verteidigung (Federation for Social Defence)
Bundesvereinigung Opfer der NS-Militärjustiz e.V. (Federal Association of Victims of Nazi) – Germany
Campaign for Nuclear Disarmament – UK
Center for Global Nonkilling
Center for Nonviolent Action, Lausanne – Switzerland
Center on Conscience & War – USA
Centre d’Estudis per la pau JM Delàs – Spain
Church and Peace e.V. (European Ecumenical Peace Network)
Community of Christ British Isles Mission Centre
Connection e.V.
Conscientious Objection Initiative – Cyprus
Conscientious Objection Watch – Turkiye
Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo – Italy
Coordination des Associations et des Particuliers pour la Liberté de Conscience
De Nieuwe Vredesbeweging – The Netherlands
Deutsche Friedensgesellschaft – Vereinigte KriegsdienstgegnerInnen Frankfurt – Germany
DFG-VK – Germany
Dhesarme – Brazilian Action for Humanitarian Disarmament
DiEM25
European Bureau for Conscientious Objection (EBCO)
Falu FN-förenings styrelse – Sweden
Falu United Nations Assosiation
Folk mot DCA – Sweden
Forum Friedensethik in the Protestant Church of Baden – Germany
Forum Nord-Sud – Belgium
Friedensinitiative Hersfeld-Rotenburg
Friedenszentrum Braunschweig e.V.
Gewaltfrei Grün e.V. (non-violent green association)
Global Veterans Peace Network
Halte aux guerres, halte à la guerre sociale – BelgiumIndependent and Peaceful Australia network
Institute of Peace and Law – Ukraine
International Peace Bureau
Internationale der Kriegsdienstgegner*innen (IDK)
Internationaler Versöhnungsbund – österreichischer Zweig (Austrian branch of IFOR)
Internationaler Versöhnungsbund e.V. (German branch of IFOR)
Iona Community
ISP VIENNA – AbFaNG – Austria
Kerk en Vrede – The Netherlands
La Acción Colectiva de Objetores y Objetoras de Conciencia (ACOOC) – Colombia
Lay Down Your Arms – Norway & Sweden
Le Cercle de libre Pensée – Kring voor het Vrije Denken (CLP-KVD)
Lex Innocentium 21st Century – Ireland
Meeting of Friends of Ukraine
MERA25 – Italy
Mesarvot – Israel
MIR France (French branch of IFOR)
Montreal for a World Beyond War
Movimento Internazionale della Riconciliazione – MIR Italy (Italian branch of IFOR)
Movimento Nonviolento – Italy
Netzwerk Friedenssteuer e.V. – Germany
No to war – no to NATO
Nouveaux Droits de l’Homme – Cameroon
Observatorio de Militarismo
Our House – Belarus & Lithuania
Pax Christi England & Wales
Pax Christi Germany
Pax Christi Rhein-Main
Peace and Social Concerns committee of Ottawa Quakers
Post-Soviet Left
Presbyterian Peace Fellowship
Public Council of the South Coast of the Gulf of Finland
Quaker Council for European Affairs
Quakers in FlandersRe-Imagining New Communities
School of the Americas Watch in Chile (SOAW-Chile)
SERAPAZ – México
Stop the War Coalition
STOP the War Coalition Philippines
Stop Wapenhandel – The Netherlands
Stoparmy Movement – Russia
Sustainable Peace and Development Organization (SPADO)
Svenska fredskommitten Göteborg – Sweden
Swedish Peace and Arbitration Society – Sweden
Swedish Peace Committee
The Fellowship of Reconciliation England and Scotland
The Peace Committee of The Swedish Society of Friends – Sweden
The Peace Institute, Ljubljana – Slovenia
The Peace Movement of Orust – Sweden
Transnational Institute
Ukrainian Pacifist Movement
Vrede vzw (Belgian Peace organisation) – Belgium
Vredesactie – Belgium
Vredesbeweging Pais (Dutch section of War Resisters International)
War Resisters International
Women Against Nuclear Power – Finland
Women for Peace – Finland
Women for Peace – Finland
World Beyond War
World Without War
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