Il 28 novembre, DiEM25 si unirà ai portuali genovesi, ai sindacati di base e ai lavoratori di tutta Italia nelle strade di Genova per dire chiaramente e collettivamente: basta all’economia di guerra europea e alla complicità che la lega al continuo assalto di Israele contro il popolo palestinese.
La mobilitazione – indetta come sciopero nazionale da CUB, USB, CLAP e COBAS – arriva in un momento critico. L’ultima manovra di bilancio dell’Italia sposta 23 miliardi di euro verso le spese militari, sottraendo risorse alla sanità, all’istruzione pubblica, al welfare e ai salari.
Questa non è una tendenza nazionale isolata: come DiEM25 avverte da tempo, i governi europei hanno abbracciato una logica distruttiva in cui l’escalation sostituisce la diplomazia e la militarizzazione sostituisce gli investimenti nelle persone.
La nostra presenza a Genova porta avanti la posizione che sosteniamo da anni, dalla condanna delle esportazioni di armi europee verso Israele ai recenti articoli che sollecitano sanzioni, assunzione di responsabilità e una fine immediata dell’assedio su Gaza.
Oggi, la posta in gioco morale e politica non potrebbe essere più alta. Come ha ripetutamente sottolineato la Relatrice Speciale ONU Francesca Albanese – che si unirà al corteo di Genova – la comunità internazionale sta affrontando un test sul suo impegno per i diritti umani.
A Genova marceremo al fianco di Yanis Varoufakis, Greta Thunberg, Thiago Ávila, Chris Hedges e molti altri che si rifiutano di accettare un mondo in cui il denaro pubblico alimenta il militarismo mentre alla gente comune viene detto di stringere la cinghia. Quando i portuali si rifiutano di caricare armi sulle navi dirette in Israele, dimostrano ciò in cui DiEM25 ha sempre creduto: i lavoratori hanno il potere di spezzare la catena della complicità.
La giornata di azione si collega anche alla mobilitazione globale Make Amazon Pay. Dal porto di Genova – una delle prime linee simboliche della logistica e delle catene di approvvigionamento globali – i lavoratori faranno eco a un messaggio che risuona in tutto il mondo: è tempo di costruire alternative ai giganti aziendali che traggono profitto dallo sfruttamento, dalla sorveglianza e dalla repressione sindacale. Un futuro dignitoso richiede un’economia organizzata attorno ai diritti umani, ai diritti dei lavoratori e al potere collettivo.
E la lotta non finisce qui. Il 29 novembre, il movimento prosegue con manifestazioni a Milano e Roma per la Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese. DiEM25 sarà presente, restando salda al fianco di tutti coloro che chiedono giustizia, pace e autodeterminazione.
Ogni presenza conta. Unitevi a noi a Genova.
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